PERCHE' QUESTO BLOG

Dopo una conversazione su le recenti notizie che invadono la nostra tv, i nostri giornali, e tutto ciò che e informazione, dopo aver riflettuto su ciò che ci circonda abbiamo deciso di creare questo blog.
Vogliamo discutere la cruda realtà e orrore viene trasformato in un format per fare lotta di ascolti, dove qualcosa di futile prende il sopravvento su ciò che e davvero importante… dove le priorità sono diventate apparire e non essere.. dove tutto ciò che ci crolla intornoa noi non ci appartiene e lasciamo che vada a valle senza un percorso preciso… dove la maggior parte delle persone ha come obiettivo apparire in qualsiasi situazione.
Tutto ciò nasce per discutere e vedere anche altri punti di vista.. altre opinioni.. nel massimo del rispetto per i pensieri altrui e con la massima libertà di espressione.


by Noemi Cortese

mercoledì 27 ottobre 2010

SEMENTI OBBLIGATI AGLI IRACHENI

Le « sementi della democrazia »
In Irak la pratica millenaria di conservare il grano
per seminarlo un anno dopo l’altro è diventata illegale…
 
L’agricoltura è nata in Mesopotamia diecimila anni fa. La vasta e fertile pianura alluvionale situata fra il Tigri e l’Eufrate aveva permesso di coltivare tutte le varietà di grano oggi conosciute. Ma dal 2003 l’Irak è stato spogliato non solo della sua sovranità politica, del suo patrimonio archeologico e delle sue risorse petrolifere, ma anche della sua sovranità alimentare.
Infatti, fra le cento scellerate ordinanze emesse in Irak sotto l’amministratore provvisorio americano Bre-mer, e che hanno forza di legge, l’ordinanza 81 del 26 Aprile 2004 ha gettato il paese in pasto ai giganti agroalimentari che controllano il commercio mondiale dei grani, come la Monsanto (quella che fabbricava l’Agent Orange, l’erbicida alla diossina che gli americani usavano nella guerra del Vietnam per distruggere le foreste che offrivano riparo ai combattenti della resistenza).
Redatta in maniera estremamente perversa, tale ordinanza ha istituito di fatto l’obbligo per i coltivatori iracheni di cereali di acquistare ogni anno dalle multinazionali, oltre ad una licenza, le loro sementi trans-geniche ed i loro erbicidi estremamente tossici ad esse associati, il tutto in completa violazione delle leggi irachene che proibivano la privatizzazione delle risorse biologiche. Adesso queste società detengono un diritto di “proprietà intellettuale” che concede loro per vent’anni un monopolio sulle piante del patrimonio agricolo iracheno, delle quali si sono impadronite con la forza per modificarle geneticamente e poi brevet-tarle a nome loro.
La pratica millenaria di conservare il grano per seminarlo un anno dopo l’altro è quindi divenuta in Irak illegale, e gli agricoltori « colpevoli » di trasgredire il “diktat” dell’occupante non solo incorrono in forti ammende, ma sono anche passibili di arresto e di distruzione dei loro raccolti, dei loro mezzi di lavoro, e delle loro installazioni!
I coloni – diventati servi degli americani – sono ormai condannati a produrre delle piante artificiali (desti-nate per metà all’esportazione) ad unico beneficio della Monsanto e compagni, mentre la popolazione ira-chena muore di fame.
Gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) rappresentano un gravissimo pericolo in campo ambienta-le, sanitario, economico ed etico. La polluzione e la perdita della biodiversità che essi comportano sono irreversibili e causano inoltre, nel tempo, la rovina ineluttabile dei coloni.
Il « terrorismo alimentare » è anzitutto una delle armi principali degli istigatori del “Nuovo Ordine Mon-diale” che mira ad asservire, una dopo l’altra, le popolazioni del mondo intero. L’Irak è diventato il nuovo laboratorio di questo strumento di dominazione diabolica, e gli iracheni sono diventati le sue cavie.
                                                                                                                            
  Joëlle Pénochet

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